C’è un luogo in Toscana dove il rombo dei motori si mescola al battito del cuore tra le verdi colline del Mugello. Un tracciato dove ogni curva racconta una leggenda, ogni rettilineo è una promessa, ogni vittoria un pezzo di eternità. Sui suoi 5.245 metri grandi campioni delle due - e quattro - ruote hanno scritto la storia raggiungendo un traguardo glorioso: 50 anni da quando si corse il primo Gran Premio d’Italia di Motociclismo.
Tutto ebbe inizio il 16 maggio 1976. A vincere nella classe regina, allora era la 500cc, fu il mito Barry Sheene con pole della leggenda Giacomo Agostini, Johnny Cecotto nella 350, Walter Villa in 250, Pier Paolo Bianchi in 125 e Ángel Nieto nella classe 50.
Teatro di sfide epiche, da King Kenny Roberts (nell’edizione del 1978 su Yamaha), al talento puro di Freddie Spencer (1986 con Honda), il Mugello è sempre stato uno dei circuiti più amati da piloti e tifosi.
Gli Anni 90 vedono farsi largo la nuova generazione. Kevin Schwantz trionfa sulla pista toscana nel 1992 su Suzuki 500cc, per poi lasciare spazio al 5 volte campione del mondo Mick Doohan che con la Honda HRC infila 5 successi consecutivi dal 1994 al 97, mentre Max Biaggi si faceva strada in 250cc vincendo nel 95-96-97 e un giovanissimo Valentino Rossi andava a vincere la sua prima gara al Mugello in 125cc portando nel giro d'onore la famosissima Skiffer, la bambola gonfiabile che richiamava la top model Claudia Schiffer, chiara frecciata al pilota romano. Fu la prima delle tante trovate del Doctor al Mugello, dalla livrea "Peace&Love", alla scenetta della multa per eccesso di velocità alle versioni iconiche dei caschi. Il Gran Premio d'Italia 2000 passerà agli anni per la memorabile gara nella classe 500cc vinta da Loris Capirossi in un'emozionante sfida tutta italiana contro Max Biaggi e Valentino Rossi, con il podio tricolore consacrato la nuova generazione di piloti italiani. Dal 2002 il circuito diventa Mugiallo in onore della colorata tribù di Valentino con sette trionfi consecutivi (2002-2008 due con la Honda e cinque con la Yamaha), mentre in 250 vincevano Marco Melandri (2002), Marco Simoncelli (2008) Mattia Pasini (2009) Andrea Iannone (2010 e 2012), solo per citare i piloti azzurri.
Nel 2009 Vale lascia lo scettro della classe regina al grande rivale Casey Stoner, vince Pedrosa nel 2010 e poi è l'era di Jorge Lorenzo con ben 5 successi (2011-12-13-15-16).
Per sentire l'Inno di Mameli in Motogp dobbiamo aspettare Andrea Dovizioso sulla Ducati (2017), seguito dal grintoso Petrucci nel 2019 sempre con la rossa. Tre i successi di Pecco Bagnaia sempre con la Desmosedici di Borgo Panigale: nel 2022-23 e 24, comprese le doppiette (sprint e Gp) nel 2023-24. Nell’ultima edizione, lo scorso anno, il Mugello ha regalato il bis a Marc Marquez che è tornato sul gradino più alto del podio con la Ducati, ben 11 anni dopo il trionfo con Honda HRC.
La sfida del 2026 è tutta da scrivere, con le due Case Italiane Aprilia e Ducati protagoniste nella lotta al vertice della Motogp. Grande l’attesa per i piloti italiani con grandi ambizioni in tutte le classi.





