Bandiera d’Italia al vento al Mugello, e passaggio delle Frecce Tricolori nel cielo, la doverosa cornice per una MotoGp che parla italiano in quasi ogni angolo della pista. Marco Bezzecchi vince per la prima volta sul circuito toscano, la decima in carriera Motogp, guidando un Aprilia dominante davanti al compagno di box Jorge Martin e alla Ducati di Pecco Bagnaia. Il Bez passa la prima metà di gara alle spalle di un redivivo Bagnaia in grado di mettersi davanti a tutti mentre le Aprilia lottano alle sue spalle, Fernandez finisce subito lungo e si autoesclude dalla vetta, Marc Marquez si stacca leggermente finendo a lottare con Acosta per buona parte della gara conclusa al settimo posto. Dopo il sorpasso su Bagnaia in accelerazione invece, Bezzecchi non molla più la testa e si conferma leader del mondiale a +17 su Martin e +39 rispetto a Di Giannantonio, capace comunque di risalire dopo una partenza negativa fino al quinto posto. Brilla anche Ogura con la rimonta del giorno, da tredicesimo in griglia a quarto sul traguardo, mettendo i brividi a Bagnaia che deve rispondergli fino all’ultimo giro per restare sul podio. “Il sogno che avevo da bambino” l’urlo di gioia di Bezzecchi appena tagliato il traguardo con l’amico Kimi Antonelli a sventolare la bandiera a scacchi. Così può partire la festa del Bez e delle tre moto italiane salutando dal podio la festosa invasione di pista degli oltre 88mila spettatori del Mugello (record nei tre giorni con quota 178,723 presenti), che fa da cartolina di arrivederci al prossimo anno.

MOTO 2: LA GRANDE RIMONTA DI VIETTI. Si conferma il ruolo di leader del Mondiale di Gonzalez che in Moto 2 domina dall’inizio della corsa e allunga nella classifica, alle sue spalle brilla Vietti, autore di una rimonta straordinaria partendo 16esimo chiude secondo completando la rimonta all’ultimo giro. A completare il podio Holgado, 11° Arbolino, 16° Lunetta.

MOTO 3: LA PRIMA VOLTA DI URIARTE. Giornata di gare al Mugello aperte dalla Moto3, prima gioia per il rookie spagnolo Uriarte. Sul podio anche Carpe e Danish, lontani gli italiani: 12° Bertelle, 15° Pini, 20° Carraro mentre in testa al mondiale rimane Quiles, malgrado l’undicesimo piazzamento al traguardo.